Vuelta a España: Almeida vince sull’Angliru, Vingegaard resta leader

Vuelta a España: Almeida vince sull’Angliru

Almeida-Fonte-Foto-CYCLING-WEEKLY
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Joao Almeida ha vinto la 13° tappa della Vuelta a Espana 2025. Il portoghese ha condotto una gara di cuore, intensità e grinta imponendosi su uno degli arrivi in salita storici del ciclismo mondiale, l’Alto de L’Angliru. Il capitano della UAE ha seminato tutti lungo i 12 km finali, tranne la maglia rossa Jonas Vingegaard, con cui è arrivato al traguardo, mettendo la ruota avanti al danese solo sulla linea d’arrivo. Il 2 volte vincitore del Tour De France non ha mai dato segnali di difficoltà.

La tappa che partiva da Cabezon De la Sal contava un dislivello totale di 3.985 m, oltre ad essere una frazione lunga ben 202 km. Pellizzari migliore degli italiani e saldamente maglia bianca (relativa agli under 25), Ciccone soffre ma non naufraga.

Giulio-Ciccone-fonte-foto-OA-SPORT
Giulio-Ciccone-fonte-foto-OA-SPORT

 

 

 

 

 

LA SINTESI DELLA 13° TAPPA

Nelle prime fasi della gara si forma una fuga molto numerosa dove spiccano i nomi di Tiberi, Cepeda, Ivo Oliveira, Jungels e la maglia verde Mads Pedersen.

La gara diventa più ostica ai -55 km quando la strada comincia a salire verso l’Alto De La Mozqueta. I fuggitivi continuano a mantenere un margine sul gruppo dei migliori costantemente fra i 3’ e 30’’ e i 4’ 30’’.

Nel corso dell’ascesa vanno via in 5 e scollinano al GPM, mentre nel gruppo dei leader della generale prende le redini della gara la Q36.5, la squadra di Tom Pidcock, che cerca di scortare il proprio capitano nelle prime posizioni.

Antonio Tiberi subisce una foratura e perde terreno dagli attaccanti, mentre gli stessi battistrada trainati da Vinokurov jr (nome ben conosciuto dagli appassionati) tentano di alzare l’andatura. Parallelamente, il corridore universale Pedersen rientra nella fuga con la finalità di cucire con anticipo la maglia a punti di questa Vuelta.

Ai -26 dall’arrivo prende il via la penultima asperità di giornata, l’Alto del Cordal. Una salita esplosiva di 5 km e mezzo con picchi anche in doppia cifra. Nella fuga l’italiano Garofoli perde terreno dai 3 ciclisti in testa. Dietro, si vede al timone del gruppo maglia rossa anche Filippo Ganna nell’alternanza Visma-Q36.5.

Ayuso in affanno nel plotone dei migliori, giornata non facile dopo le faville di ieri.

Nel mezzo fra i primi (Jungels, Cepeda e Vinokurov) e i corridori di classifica c’è ancora Antonio Tiberi le cui velleità di rimonta stentano.

Forcing di Jay Vine per la UAE e prima importante selezione effettuata nel gruppo dei migliori.

Proprio all’imbocco della salita finale una decina di contestatori ostacola la corsa (due giorni fa ne avevano causato la cancellazione). La giura e gli addetti alla sicurezza allontanano immediatamente questi “tifosi” con i fuggitivi e il resto dei corridori che possono proseguire senza patemi la propria gara.

Inizia il terribile “mostro delle asturie”, come lo chiamano i ciclisti in Spagna.

Va in crisi l’ex maglia rossa Traen, paga a caro prezzo poco dopo anche uno scalatore puro come Egan Bernal. Tutta la UAE Team Emirates al servizio di Joao Almeida per i 10 terribili km finali.

I fuggiti rimasti, Jungels e Vinokurov, conservano appena 1’ di vantaggio sui big.

Cambia sensibilmente la pendenza e i due italiani Ciccone e Pellizzari perdono terreno, stesso discorso per Jorgenson, vice capitano della Visma. L’andatura forsennata dalla squadra emiratina continua a mietere vittime, rimangono solo in 7, in un tratto di strada al 18% di pendenza.

Ai -6 km dal traguardo arrancano Pidcock e Gall, mentre il capitano della Bora Jai Hindley pedala brillantemente. Esaurito il lavoro dei suoi compagni, Almeida rimane solo contro 2 uomini della Visma-Lease a Bike, Vingegaard e Kuss. Termina il viaggio in fuga per Bob Jungels, unico superstite dell’attacco avviato stamattina, ripreso dai giganti della classifica.

Almeida attacca in progressione e Kuss e Hindley non riescono a restare incollati, pagando una ventina di secondi.

Si delinea un testa a testa Vingegaard-Almeida per la vittoria di tappa.

Il possessore della maglia rossa rimane sornione alla ruota del portoghese, non dando cambi al rivale di classifica.

I distacchi fra i due battistrada e gli altri si ingigantiscono man mano che i leggendari tornanti dell’Angliru proseguono.

Dietro il tandem Hindley-Kuss affronta la salita insieme, poi Gall, una decina di secondi più indietro Pellizzari e Riccitello, con Pidcock abile a salire di passo senza crisi profonde.

All’arrivo Vingegaard rinuncia alla volata e Almeida può esultare al traguardo. 3° Hindley a 28’, 4° Kuss, poi Gall e in successione Pellizzari, Pidcock, Riccitiello e Ciccone, 9° alla fine. Bernal respinto nuovamente dalle salite a lui care; il colombiano arriva in cima con 4’ e mezzo di ritardo.

 

LA NUOVA CLASSIFICA

Vingegaard-fonte-foto-BBC
Vingegaard-fonte-foto-BBC

La nuova classifica generale vede Vingegaard ancora leader con 46’’ su Almeida. Si prospetta un dualismo da qui a Madrid fra i capitani delle due formazioni più complete del World Tour presenti alla partenza del Giro Di Spagna.

3° Pidcock a 2’ 18’’. L’inglese deve però guardarsi le spalle dal determinato Jai Hindley, lontano da lui appena 42’’. Ciccone rimane in classifica occupando adesso l’8° posizione con un ritardo complessivo di 4’54”. Pellizzari invece si trova due posizioni più su, stazionando in 6°.

 

Domani ancora un arrivo in quota, sui 1707 metri del “Alto De La Farranpona”. La Vuelta entra nel vivo.

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